Il sale del mare arriva soprattutto dalle rocce, dai fiumi e dalle sorgenti idrotermali sul fondale. Tutti i dettagli.
L’acqua del mare è salata per una ragione molto più antica e complessa di quanto sembri. Non dipende da un unico evento, ma da un processo naturale che dura da milioni di anni: la pioggia consuma lentamente le rocce, i fiumi trasportano minerali disciolti fino agli oceani e, nel tempo, alcuni di questi sali restano intrappolati nell’acqua marina.
Secondo la NOAA, il sale presente negli oceani arriva principalmente da due fonti: il deflusso delle acque dalla terraferma e le aperture presenti sul fondale marino, come le sorgenti idrotermali. Le rocce sulla terraferma sono considerate la fonte principale dei sali disciolti nell’acqua di mare.
Il meccanismo parte dalla pioggia. L’acqua piovana è leggermente acida perché assorbe anidride carbonica dall’atmosfera, formando acido carbonico. Quando cade sulle rocce, le erode lentamente e libera ioni e minerali, tra cui sodio e cloruro. Queste sostanze vengono trasportate da ruscelli e fiumi fino al mare.

Perché i fiumi non sono salati come il mare
La domanda più naturale è questa: se i fiumi portano sali al mare, perché i fiumi non sono salati? La risposta è che nei fiumi i sali sono presenti, ma in concentrazioni molto più basse. L’acqua scorre continuamente, viene rinnovata e non resta ferma abbastanza a lungo da accumulare grandi quantità di minerali.
Negli oceani, invece, il processo è diverso. L’acqua evapora per effetto del Sole, ma il sale non evapora insieme a lei. Il vapore acqueo sale nell’atmosfera quasi privo di sali, poi ricade sotto forma di pioggia, mentre molti minerali restano nel mare. Nel corso di tempi lunghissimi, questa dinamica contribuisce a mantenere gli oceani salati. La NASA spiega infatti che evaporazione, pioggia, ghiaccio e acque dolci modificano continuamente la salinità marina.
Non tutti i sali restano per sempre nell’acqua. Alcuni vengono usati dagli organismi marini o finiscono nei sedimenti. Altri, però, come sodio e cloruro, tendono ad accumularsi più facilmente. Per questo la composizione dell’acqua di mare è diventata nel tempo ricca di sale comune, cioè cloruro di sodio.
Anche il fondale marino contribuisce alla salinità
Il mare non riceve sali solo dalla terraferma. Un’altra fonte importante si trova sotto la superficie: le aperture del fondale, in particolare le sorgenti idrotermali. In queste zone l’acqua marina penetra nelle fratture della crosta terrestre, si riscalda, reagisce con le rocce e poi torna nell’oceano portando con sé minerali disciolti. La NASA descrive gli oceani come una soluzione complessa di sali minerali prodotta anche da reazioni con sedimenti, rocce, vulcani e sorgenti idrotermali.
Anche l’USGS ricorda che le aperture sul fondale contribuiscono ad aggiungere minerali disciolti agli oceani, ed è uno dei motivi per cui l’acqua marina è salata.
La salinità, però, non è identica ovunque. Alcune zone del mare sono più salate perché l’evaporazione è intensa e piove poco. Altre sono meno salate perché ricevono molta acqua dolce da fiumi, piogge o scioglimento dei ghiacci. La salinità è importante anche per la circolazione oceanica: insieme alla temperatura, contribuisce a determinare la densità dell’acqua e quindi il movimento delle grandi correnti marine.